POR FSE 2014/2020.Azioni 9.2.2.e 9.5.9.Finanziamento a fondo perduto pari all’80% per la realizzazione di interventi a favore delle persone sottoposte a provvedimenti giudiziari e delle loro famiglie.

 

Tramite il presente bando si intende sostenere l’adattamento del complesso degli interventi fino ad ora messi in campo per l’attuazione di percorsi in inserimento socio lavorativo delle persone sottoposte a provvedimenti dell’autorità giudiziaria siano essi rivolti agli adulti, ai giovani adulti e ai minori autori di reato, di supporto alle famiglie e al ruolo genitoriale, sostenendo una collaborazione sociale che ha contribuito, nel tempo, a dar vita a spazi di co-responsabilità nei territori e con le persone che li abitano. Le misure adottate nel quadro degli interventi realizzati devono poter proseguire e svilupparsi, tenendo conto che il prendersi cura delle persone, sostenere i territori, promuovere forme di mutualità, rimangono “funzioni” sociali essenziali.

Le reti di relazioni, di scambi professionali, di collaborazioni e di integrazioni devono poter essere l’espressione di un lavoro territoriale che è in grado di garantire il realizzarsi di percorsi di accompagnamento delle persone in situazione di vulnerabilità laddove essere vivono. linee di intervento

 

1) PERCORSI DI SOSTEGNO DELLA VULNERABILITA’

2) PERCORSI DI SUPPORTO ALLA FAMIGLIA

3) PERCORSI PROPEDEUTICI AI PROCESSI DI INCLUSIONE ATTIVA

4) PERCORSI DI CURA DEL TERRITORIO E CON IL TERRITORIO


Nei percorsi di sostegno alla vulnerabilità si prevedono interventi individuali di ascolto, accompagnamento e orientamento, rivolte alla persona in funzione dell’intensità del bisogno, siano essi rivolti agli adulti che ai minori/giovani adulti, sia all’interno che all’esterno degli Istituti Penitenziari e dell’IPM Beccaria, interventi in piccoli gruppi all’interno di un contesto di condivisione responsabile e di partecipazione nella gestione della quotidianità, attraverso iniziative di mediazione, educative culturali, di sostegno all’abitare e di integrazione sociale e cittadinanza attiva, che combinino efficacemente percorsi individualizzati e il lavoro centrato sulla relazione come risorsa, valorizzando le capacità personali e lo scambio di esperienze tra pari. Un lavoro di cura e di accompagnamento nelle situazioni di fragilità dove la funzione educativa ha come compito fondamentale di dare spazio a percorsi diversi da quelli che le persone hanno già conosciuto e percorso, dove la presa in carico socio sanitaria si integra e si completa con una presa in carico sociale. Una attenzione alle diverse fasi del percorso giudiziale per garantire una costante collaborazione tra gli operatori a diverso titolo coinvolti.

Nei percorsi di supporto alla famiglia si prevedono interventi a sostegno delle relazioni familiari e genitoriali supportando con particolare attenzione i minorenni presenti, interventi di sostegno a detenuti padri e detenute madri e interventi di sviluppo di comunità, delle reti di sostegno presenti e possibili, secondo quando indicato nella “Carta ei figli dei genitori detenuti” sottoscritta a livello nazionale 2014 e aggiornato nel 2016. La questione centrale del Protocollo è quella di mettere in evidenza “la priorità del benessere del bambino” (art. 3 della Convenzione Onu). Una questione che, soprattutto in ambito penitenziario, non deve mettere in conflitto i diritti degli adulti con quelli dei bambini, ma al contrario può contribuire paradossalmente a rispettare meglio quelli degli adulti se partiamo da quelli dei bambini.

Nei percorsi propedeutici ai processi di inclusione attiva si intende sostenere percorsi integrati in grado di agire, simultaneamente, su tutti i fattori che ne impediscono e ne hanno impedito l’integrazione e/o la reintegrazione sociale e professionale, garantendo un impatto diretto sui beneficiari finali, in termini di un loro inserimento sociale e professionale in imprese sociali, dall’altro, ad un impatto indiretto sui sistemi di riferimento, a vario titolo coinvolti nei processi di reintegrazione socio-professionale delle persone autrici di reato, con particolare attenzione alle reti di produzione interna agli Istituti Penitenziari. Si tratta di investire su alleanze possibili incentivando le delocalizzazioni di produzioni all’interno del carcere da parte di aziende che intendono investire anche per abbassare i costi di produzione, dove le cooperative svolgono le azioni di accompagnamento e di informazione e formazione alle aziende interessate e/o favorendo la condivisione di commesse da parte delle cooperative che non riescono a rispondere alle richieste di produzione interna con aziende esterne dello stesso settore. Dal percorso di presa in carico della persona alla realizzazione di un vero e proprio network tra istituzioni, cooperazione e imprese all’interno del territorio e per settore, per sostenere e sviluppare la filiera produttiva dell’economia sociale.

Nei percorsi di cura del territorio e con il territorio sono previsti interventi di prevenzione e intercettazione delle situazioni di disagio finalizzate a costruire relazioni significative di fiducia tra adolescenti ed educatori, con particolare attenzione ai cosiddetti quartieri a rischio; di sostegno al processo di responsabilizzazione, nella ricostruzione delle reti educative, familiari e sociali e per la rielaborazione del reato; valorizzazione dei beni comuni e delle strutture educative e di aggregazione presenti nei luoghi di intervento, dove sperimentare modelli positivi di promozione della cittadinanza e della legalità, prevenendo l’affermarsi di atteggiamenti devianti e sviluppando il senso di riappropriazione dei luoghi, sviluppando percorsi a carattere riparativo e di mediazione dei conflitti. Sono interventi rivolti, in via esclusiva, agli enti locali e alle ATS al fine di rendere strutturale un percorso di continuità della rete integrata dei servizi, rafforzando i livelli di coinvolgimento delle funzioni di segretariato sociale, potenziando i percorsi di collaborazione, a livello territoriale, tra le diverse aree, le sinergie tra i diversi professionisti, la definizione di protocolli operativi.

Soggetti beneficiari

Soggetti beneficiari:

 

Partenariato composta da:


  • ATS/ASST
  • Comune singolo o Associato
  • Enti gestori accreditati per la gestione di UdO socio-sanitarie che abbiano maturato un adeguato periodo di esperienza nel campo (almeno due anni)
  • Enti gestori accreditati a livello territoriale per la gestione di UdO sociali che abbiano maturato un adeguato periodo di esperienza nel campo (almeno due anni)
  • Organizzazioni del Terzo Settore, regolarmente iscritte nei registri regionali e nazionali e che abbiano maturato un adeguato periodo di esperienza nel campo (almeno due anni)
  • Enti riconosciuti delle confessioni religiose con le quali lo Stato ha stipulato patti, accordi o intese, che abbiano maturato un adeguato periodo di esperienza nel campo (almeno due anni)
  • Altri Enti Pubblici operanti a livello territoriale



Soggetti destinatari:

 

  • Adulti sottoposti a provvedimenti dell’Autorità giudiziaria e loro famiglie (ivi compresi gli adulti in arresti domiciliari e/o in detenzione domiciliare)
  • Minori e giovani adulti sottoposti a provvedimenti dell’Autorità giudiziaria e loro famiglie;
  • Minori e giovani adulti sottoposti a procedimenti a piede libero per i quali i servizi del territorio stanno ipotizzando un progetto di messa alla prova;
  • Adulti, minori e giovani adulti a fine pena e le loro famiglie, entro massimo l’anno successivo al termine della stessa;
  • Adulti, minori e giovani adulti in messa alla prova

Tipologia di interventi ammissibili

Sono ammissbili i seguenti interventi:

 

– Attività socio educative di sostegno e di supporto ai percorsi di inclusione sociale

– Interventi mirati di supporto alla persona e alla famiglia

– Interventi in contesti a rischio

– Sostegno tra pari

– Progettazione personalizzata

– Analisi fabbisogni occupazionali del territorio/settore e delle potenziali opportunità lavorative

– Orientamento e tutoring

– Formazione mirata

– Accoglienza abitativa temporanea

– Informazione e sensibilizzazione

– Interventi di mediazione del conflitto e a carattere riparativo

– Definizione di protocolli operativi tra servizi per una presa in carico integrata

 

Tutti gli interventi dovranno prevedere una azione trasversale di supporto ai processi di adattamento che coinvolgono le Istituzioni e gli operatori sia del sistema della giustizia che del territorio a diverso titolo impegnati.

Entità e forma dell’agevolazione

Le risorse disponibili per il presente Avviso ammontano a complessivi € 6.000.000,00.

Contributo a fondo perduto. Il contributo pubblico massimo assegnabile è pari all’80% del costo complessivo fino ad un massimo di euro 250.000,00. Il cofinanziamento a carico dei soggetti beneficiari è pari al restante 20% del costo del progetto.

Scadenza

In fase di attivazione