LR n. 9/2002. Finanziamento a fondo perduto per Progetti di Cooperazione allo sviluppo per l’anno 2020.

 

Al fine di promuovere le attività di cooperazione internazionale e sviluppare la progettualità dei soggetti del territorio marchigiano, la Regione Marche intende partecipare finanziariamente alla realizzazione di progetti territoriali (PT) promossi dai soggetti previsti che devono avere sede legale o operativa nelle Marche.

Soggetti beneficiari

I soggetti ammissibili sono:

– OSC iscritte agli elenchi dei SOGGETTI SENZA FINALITA’ DI LUCRO pubblicati dall’AICS, purché aventi sede legale o sede operativa nella Regione Marche;

– Organismi associativi e di volontariato regolarmente costituiti ed operanti da almeno tre anni senza scopo di lucro, con particolare riferimento a quelli nel cui atto costitutivo e nel cui ordinamento interno siano previste, fra gli scopi sociali prevalenti, attività assistenziali nell’ambito dei diritti umani, della cooperazione e dello sviluppo internazionale, della solidarietà e dei valori della pace, della difesa del patrimonio artistico ed ambientale, in possesso di almeno tre anni di esperienza in campo internazionale, aventi sede legale o sede operativa nella Regione Marche;

– Soggetti regolarmente iscritti al Registro Regionale della Cooperazione e la Solidarietà internazionale delle Marche.

Tipologia di interventi ammissibili

Le tipologie di progetto ammissibili sono le seguenti:

 

A) realizzazione in loco di interventi finalizzati allo sviluppo delle attività produttive agricole, artigianali, commercio equo e solidale, del turismo e della valorizzazione del patrimonio artistico e culturale;

B) realizzazione di interventi di cooperazione in materia socio-sanitaria;

C) realizzazione di interventi di cooperazione in materia ambientale;

D) programmi di educazione formale ed informale, formazione professionale nei settori di intervento specificati nel piano annuale 2020;

E) attuazione di interventi specifici per migliorare la condizione femminile, dell’infanzia e degli anziani;

F) azioni che contribuiscono alla gestione dei processi migratori nei paesi di partenza sostegno alla migrazione di ritorno, progetti per favorire l’occupazione nei paesi a più rischio migrazione;

 

Le spese ammissibili al contributo devono essere strettamente connesse alla realizzazione del progetto. Nello specifico comprendono:

 

– spese per attività correlate alla realizzazione diretta del progetto nel paese di intervento entro un limite massimo del 35% del costo totale del progetto;

– spese per servizi esterni (progettazione, direzione lavori, collaudo, consulenze per la realizzazione del progetto, assistenza tecnica per l’avvio dell’iniziativa, traduzioni, pubblicazioni, grafica, spese doganali ecc.) entro un limite massimo del 20% del costo totale del progetto;

– spese di personale, italiano e/o locale, incluse spese di viaggio, vitto ed alloggio relative a missioni nel Paese di intervento entro un limite massimo del 30% del costo totale del progetto;

– Spese per sensibilizzazione fino ad un limite massimo del 5% del costo totale delle attività di progetto).

– Spese generali (spese di coordinamento ed amministrative), max 5% del costo totale delle attività di progetto. (Si tratta di costi/spese generali direttamente imputabili allo svolgimento delle attività previste dal programma di lavoro, fino alla percentuale massima prevista dell’importo complessivo ammissibile, possono riferirsi alle voci di costo relative alle seguenti tipologie di beni e/o servizi, inerenti alla gestione dell’intervento ammesso al finanziamento: – spese indirette: utenze, fotocopie, affitto, etc. -spese per beni non durevoli o di consumo (cancelleria, etc.). Rientrano, infine, tra le spese generali le garanzie bancarie, i costi notarili, legali, assicurativi e postali sostenuti per l’attuazione del progetto; i costi relativi a revisioni contabili; la concessione, la produzione, l’acquisto di diritti d’autore; l’imballaggio e l’invio di materiali e tutti i costi di spedizione

– L’IVA è ammissibile a contributo solo se realmente e definitivamente sostenuta dal soggetto richiedente. L’IVA che può essere recuperata, non è ammissibile, anche se non effettivamente recuperata.

– Contributi in natura o valorizzazioni fino ad un limite massimo del 20% del costo totale del progetto; Le valorizzazioni, o contributi in natura (cd. contributi figurativi) sono considerati spese ammissibili a condizione che:

  • consistano nella fornitura di attività di ricerca o professionali o prestazioni lavorative volontarie non retribuite;
  • il loro valore possa essere oggetto di revisione contabile e valutazione indipendenti;
  • in caso di attività di ricerca o professionali, il loro valore venga certificato da un professionista qualificato e indipendente o da un organismo debitamente autorizzato;
  • in caso di prestazioni volontarie non retribuite, il relativo valore venga determinato tenendo conto del tempo effettivamente prestato e delle normali tariffe orarie e giornaliere in vigore per l’attività eseguita;
  • nel caso in cui il contributo regionale concorra al cofinanziamento di progetti cofinanziati da istituzioni nazionali od internazionali il limite percentuale indicato nell’elenco nelle spese ammissibili sopra indicate non viene applicato tranne che per i costi di struttura;

Entità e forma dell’agevolazione

Il contributo regionale concesso non può superare il 60% del costo complessivo del progetto, comunque fino ad un massimo di € 20.000,00. 

 

 

Scadenza

30 dicembre 2020