L.R. 77/2020. Finanziamento a fondo perduto fino all’80% a sostegno dei progetti di rilevanza locale promossi da organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale e organizzazioni onlus.

 

Per affrontare le conseguenze della pandemia sulla struttura sociale e produttiva, in particolare il cambiamento prodotto anche nelle disuguaglianze preesistenti all’attuale crisi sanitaria, si ritiene prioritario favorire la partecipazione attiva degli enti del Terzo settore, preferibilmente mediante lo sviluppo di reti coese con tutti i soggetti del territorio (istituzionali e non), capaci di spunti, riflessioni e prospettive costruttive per rafforzare, rimodulare e sviluppare le politiche a sostegno del welfare (anche in termini di generatività e di coinvolgimento della comunità), in un’ottica di sussidiarietà e co-progettazione.

Al fine di rafforzare il coordinamento a livello istituzionale e interno al Terzo settore che si traduce anche nel potenziamento di quella capacity building (area prioritaria trasversale a tutti gli obiettivi contenuti nel bando), funzionale all’implementazione dell’offerta di servizi di supporto agli Enti del Terzo settore stesso, si intende perseguire i seguenti obiettivi di sistema:

– sostenere la realizzazione di azioni di responsabilizzazione e coinvolgimento attivo della cittadinanza per la realizzazione di un welfare di comunità, finanziando progettualità capaci di stimolare nuovo valore sociale, di facilitare l’iniziativa dei singoli cittadini e la loro capacità di resilienza comunitaria al fine di aumentare il benessere della collettività, anche in una situazione aggravata dall’emergenza COVID-19;

– sviluppare territori inclusivi e sostenibili, caratterizzati da legami sociali, da generosità e attenzioni, al fine di creare reti di comunicazione e collaborazione tra luoghi diversi e soggetti diversi favorendo così la coesione sociale. Sperimentando e/o sviluppando la conoscenza reciproca, il dialogo e le modalità del lavorare insieme, si contribuisce, secondo prospettive differenti, allo sviluppo del territorio e alla promozione del bene comune, in particolare in un situazione divenuta più fragile e complessa a causa della pandemia.

Soggetti beneficiari

I soggetti attuatori, singoli, capofila e partner, destinatari di contributo sono:

 

– organizzazioni di volontariato (Odv) iscritte al Registro regionale;

– associazioni di promozione sociale (Aps) iscritte al Registro regionale o, per le articolazioni territoriali e le associazioni affiliate ad Associazioni di carattere nazionale, al Registro nazionale delle Aps;

– Fondazioni del Terzo settore iscritte all’Anagrafe unica delle onlus, presso l’Agenzia delle entrate.

Tipologia di interventi ammissibili

Gli indirizzi prioritari individuati dalla Regione Veneto sono:

 

1. Servizio sperimentale di “mobilità”: sviluppare una rete di supporto al “Progetto STACCO”, a favore dei cittadini che alla luce delle nuove condizioni di vulnerabilità venutasi a creare a seguito della pandemia hanno bisogno di conciliare le nuove esigenze organizzative e gestionali, familiari e personali, vita e lavoro (a titolo esemplificativo: persone separate in situazione di disagio socioeconomico, madri sole con figli neonati, coppie che usufruivano dell’aiuto dei nonni, persone e famiglie che vivono in condizione di precarietà occupazionale, interventi funzionali all’assegnazione di cani guida per ciechi e ipovedenti, ecc.);

2. Rete di assistenza sociale a domicilio: Sviluppare una rete di servizi domiciliari a favore delle persone che vivono sole o in condizione di svantaggio sociale o limitata autosufficienza o che dispongono di risorse economiche limitate, mediante una ricognizione della reale dimensione del bisogno e di una risposta adeguata e strutturata (a titolo esemplificativo: aiuto domestico, cura della persona, piccoli interventi sull’abitazione, fare la spesa, disbrigo di attività di segretariato sociale, ecc.) da realizzarsi in sinergia con le reti territoriali già attive;

3. Cultura della “donazione di sangue, organi, tessuti e cellule”: sviluppare una rete del terzo settore che promuova ulteriormente la cultura della donazione e un’adesione ancora più ampia da parte dei cittadini, con particolare attenzione alla rilevanza assunta dalla donazione del plasma in una fase critica ed emergenziale dovuta al contagio da Covid19. Al fine di rafforzare la sinergia già in essere tra le realtà impegnate nel settore e il sistema salute, le progettualità dovranno raccordarsi con le aziende Ulss di riferimento.

4. Promuovere, diffondere e praticare la cultura del volontariato e dei beni comuni, intercettando le potenzialità dei territori su cui i soggetti destinatari del presente Avviso operano e intervenendo per evidenziarne le possibilità di sviluppo sociale e culturale, nel rispetto del ruolo propulsivo e propositivo tipico del volontariato;

5. Formazione degli enti del Terzo settore, promuovendo forme di collaborazione, scambio di esperienze, formazione e aggiornamento, allo scopo di creare un sistema in grado di stimolare una cittadinanza attiva consapevole e orientata al bene comune, elaborando strategie comuni;

6. Mappare gli enti del Terzo settore: l’esperienza dei territori dimostra che la capacità di risposta ai nuovi bisogni da parte degli enti non profit è stata immediata e ha favorito la nascita di nuove forme di collaborazione e una straordinaria mobilitazione della cittadinanza attiva, espressione di un forte senso civico e solidaristico, che ha permesso il reclutamento e il coinvolgimento di nuovi volontari di giovane età. Ai fini di una conoscenza dei servizi che il territorio offre e per pianificare interventi plurimi in risposta ai bisogni emergenti, è necessario mappare i soggetti del terzo settore e del privato sociale no profit, conoscere i saperi, le buone pratiche e l’esperienza messe in campo.

 

Le attività d’interesse generale dovranno essere svolte nel rispetto delle disposizioni dettate per contrastare l’emergenza da Covid-19, nonché in conformità alle norme particolari che ne disciplinano l’esercizio, in coerenza con i rispettivi atti costitutivi e/o statuti.

Entità e forma dell’agevolazione

Il finanziamento sarà finalizzato alla realizzazione delle seguenti tipologie di progetti:

 

– regionali: promossi da una rete di minimo sei partner, con un costo progettuale variabile tra € 120.000,00 e € 180.000,00, con ricaduta su tutto il territorio regionale;

– interprovinciali: promossi da una rete di minimo 3 partner, mirati ad una risposta più diretta ai bisogni rilevati in un contesto di almeno due province, con un costo progettuale compreso tra € 50.000,00 ed € 100.000,00;

– locali: promossi anche in forma singola e rispondenti alle esigenze di realtà locale (provinciale, comunale o di quartiere), con un costo progettuale fissato in € 30.000,00.

 

Il finanziamento, che si configura come contributo a fondo perduto e non come aiuto di stato, non potrà superare la percentuale massima dell’80% del costo complessivo del progetto, mentre il 20% costituisce la quota minima di cofinanziamento riconoscibile in parte in forma indiretta (valorizzazione dell’azione svolta dai volontari) e in parte in forma diretta (che non possono essere altri finanziamenti pubblici né i proventi del 5 per mille).

Scadenza

Le domande devono essere inviate entro le ore 12:00 del 1 marzo 2021.