Finanziamento a fondo perduto per progetti di rilevanza sociale promossi da enti del terzo settore.

 

I finanziamenti oggetto del provvedimento sono finalizzati a sostenere progetti di rilevanza locale promossi da organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, dalle articolazioni territoriali e dai circoli affiliati alle associazioni di promozione sociale iscritte nel registro nazionale e dalle fondazioni del Terzo Settore iscritte all’anagrafe delle Onlus.

I progetti e le iniziative da finanziare dovranno concorrere al raggiungimento degli obiettivi generali e riguardare le relative aree prioritarie di intervento sotto elencate: 

  • porre fine a ogni forma di povertà
  • promuovere un’agricoltura sostenibile
  • salute e benessere: assicurare salute e benessere per tutte le età
  • fornire un’educazione di qualità, equa e inclusiva, e opportunità di apprendimento permanente per tutti
  • ridurre le ineguaglianze
  • rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili.

Soggetti beneficiari

Le  iniziative e  i progetti di rilevanza  regionale e le iniziative e i progetti di rilevanza locale, dovranno essere presentati, pena l’esclusione, da organizzazioni di volontariato o associazioni di promozione sociale, singole o in partenariato tra loro, iscritte al Registro unico nazionale del Terzo settore, dalle articolazioni territoriali e dai circoli affiliati alle associazioni di promozione sociale iscritte nel registro nazionale, dalle fondazioni del Terzo Settore.

Tipologia di interventi ammissibili

I progetti e le iniziative da finanziare dovranno concorrere al raggiungimento degli obiettivi generali e riguardare le relative aree prioritarie di intervento sotto elencate: 

  • porre fine a ogni forma di povertà: Le iniziative e i progetti dovranno riguardare una o più delle seguenti aree prioritarie di intervento: a) sviluppo della cultura del volontariato, in particolare tra i giovani; b) rinforzare la resilienza dei poveri e di coloro che si trovano in situazioni di vulnerabilità e ridurre la loro esposizione e vulnerabilità; c) promuovere attività di recupero delle eccedenze alimentari; d) anticipare e individuare situazioni di fragilità e di bisogno che possano coinvolgere anche fasce di popolazione particolarmente esposte (ad esempio: minori, anziani soli, persone non autonome in situazioni di precarietà economica, ecc.); e) realizzare azioni di responsabilizzazione e di coinvolgimento attivo dei beneficiari finali (welfare generativo), al fine di aumentare il rendimento degli interventi attuati a beneficio dell’intera comunità; f) rafforzare i legami di vicinanza e di supporto anche attraverso processi di mutuo-aiuto; g) contrastare condizioni di fragilità e di svantaggio della persona al fine di intervenire sui fenomeni di marginalità e di esclusione sociale; h) contrastare le solitudini involontarie specie nella popolazione anziana attraverso iniziative e percorsi di coinvolgimento attivo e partecipato; i) sviluppare e rafforzare legami sociali, da promuovere all’interno di aree urbane o extra-urbane disgregate o disagiate; j) prevenzione e contrasto delle dipendenze, ivi inclusa la ludopatia; k) prevenzione e contrasto delle forme di violenza, discriminazione e intolleranza, con particolare riferimento al fenomeno di bullismo e cyberbullismo; l) risposte a bisogni di prima necessità e di pronto intervento anche finalizzate alla costruzione di un progetto personalizzato; m) sviluppo delle reti associative del Terzo settore e rafforzamento della loro capacity building, funzionale all’implementazione dell’offerta di servizi di supporto agli enti del Terzo settore; n) promozione del sostegno a distanza.
  • promuovere un’agricoltura sostenibile: Le iniziative e i progetti dovranno riguardare una o più delle seguenti aree prioritarie di intervento: a) sviluppo della cultura del volontariato, in particolare tra i giovani; b) integrazione, accoglienza e inclusione socio-lavorativa che partono dalla terra, dall’agricoltura che si fa sociale, che diventa welfare comunitario e che accoglie, sviluppa nuovi processi di inclusione delle persone fragili e vulnerabili; c) sviluppo sostenibile del territorio rurale e miglioramento della qualità della vita delle comunità; d) inserimento socio-lavorativo di persone con disabilità o svantaggiate e di minori in età lavorativa inseriti in progetti di riabilitazione e sostegno sociale anche attraverso l’utilizzo delle risorse materiali e immateriali dell’agricoltura, per sviluppare le abilità e le capacità delle persone e per favorire la loro inclusione sociale e lavorativa, di ricreazione e di servizi utili per la vita quotidiana; e) educazione ambientale e alimentare, nonché salvaguardia della biodiversità; f) valorizzazione del patrimonio, naturale, culturale, enogastronomico e turistico del territorio; g) promozione dell’inclusione sociale e lavorativa dei giovani in particolari condizioni di vulnerabilità; h) promozione e diffusione della responsabilità sociale delle imprese nelle imprese agricole e nelle comunità; i sviluppo e rafforzamento dei legami sociali, da promuovere all’interno di aree urbane o extraurbane disgregate o disagiate; j) sviluppo delle reti associative del Terzo settore e rafforzamento della loro capacity building, funzionale all’implementazione dell’offerta di servizi di supporto agli enti del Terzo settore.
  • salute e benessere: assicurare salute e benessere per tutte le età: Le iniziative e i progetti dovranno riguardare una o più delle seguenti aree prioritarie di intervento: a) sviluppo della cultura del volontariato, in particolare tra i giovani; b) sostegno all’inclusione sociale, in particolare delle persone con disabilità e non autosufficienti; c) prevenzione e contrasto delle dipendenze, ivi inclusa la ludopatia; d) contrasto delle condizioni di fragilità e di svantaggio della persona al fine di intervenire sui fenomeni di marginalità e di esclusione sociale; e) contrasto alle solitudini involontarie specie nella popolazione anziana attraverso iniziative e percorsi di coinvolgimento attivo e partecipato; f) sviluppo e promozione di programmi e/o attività di educazione alimentare; g) promozione e sviluppo della cultura della salute e della prevenzione, anche con riferimento al tema degli incidenti stradali; h) sviluppo e rafforzamento dei legami sociali, da promuovere all’interno di aree urbane o extraurbane disgregate o disagiate; i) promozione dell’attività sportiva; j) rafforzamento della prevenzione dell’uso di sostanze stupefacenti e del consumo nocivo di alcol, in particolare tra i giovani; k) accrescimento della consapevolezza per l’abilitazione e lo sviluppo delle competenze per favorire l’autonomia delle persone con disabilità grave e una migliore gestione della vita quotidiana, anche attraverso tirocini per l’inclusione sociale; l) sviluppo delle reti associative del Terzo settore e rafforzamento della loro capacity all’implementazione dell’offerta di servizi di supporto agli enti del Terzo settore.
  • fornire un’educazione di qualità, equa e inclusiva, e opportunità di apprendimento permanente per tutti: Le iniziative e i progetti dovranno riguardare una o più delle seguenti aree prioritarie di intervento: a) sviluppo della cultura del volontariato, in particolare tra i giovani; b) promozione della partecipazione e del protagonismo dei minori e dei giovani, perché diventino agenti del cambiamento; c) promozione e sviluppo dell’integrazione sociale e dell’educazione inclusiva; d) promozione dell’educazione allo sviluppo sostenibile, anche tramite un’educazione volta ad uno sviluppo e uno stile di vita sostenibile, ai diritti umani, alla parità di genere, alla promozione di una cultura pacifica e non violenta, alla cittadinanza globale e alla valorizzazione delle diversità culturali; e) promozione e sviluppo di azioni volte ai bisogni dell’infanzia, alle disabilità e alla parità di genere ambienti dedicati all’apprendimento che siano sicuri, non violenti e inclusivi per tutti; f) prevenzione e contrasto delle dipendenze, ivi inclusa la ludopatia; g) prevenzione e contrasto delle forme di violenza, discriminazione e intolleranza, con particolare riferimento al fenomeno di bullismo e cyberbullismo; h) sviluppo delle reti associative del Terzo settore e rafforzamento della loro capacity building, funzionale all’implementazione dell’offerta di servizi di supporto agli enti del Terzo settore.
  • ridurre le ineguaglianze: Le iniziative e i progetti dovranno riguardare una o più delle seguenti aree prioritarie di intervento: a) sviluppo della cultura del volontariato, in particolare tra i giovani; b) promozione della legalità e della sicurezza sociale nei rapporti di lavoro; c) sviluppo di azioni che facilitino l’accesso alle misure di sostegno e ai servizi già disponibili nel sistema pubblico e privato cittadino; d) affiancamento leggero, consulenza e accompagnamento su temi specifici (educazione al consumo, apprendimento della lingua, gestione budget famigliare, ecc..), gruppi auto aiuto e confronto; e) sostegno scolastico al di fuori dell’orario scolastico ed extra-scolastico (attività sportive, musicali, studio, ecc.); f) contrasto delle condizioni di fragilità e di svantaggio della persona al fine di intervenire sui fenomeni di marginalità e di esclusione sociale; g) contrasto alle solitudini involontarie specie nella popolazione anziana attraverso iniziative e percorsi di coinvolgimento attivo e partecipato; h) sviluppo e rafforzamento dei legami sociali, da promuovere all’interno di aree urbane o extraurbane disgregate o disagiate, con particolare riferimento allo sviluppo di azioni comunitarie, di coesione, che abbiano l’obiettivo di creare legami e relazioni significative e che favoriscano la partecipazione delle famiglie alla vita di quartieri; i) sviluppo di forme di welfare generativo di comunità anche attraverso il coinvolgimento attivo e partecipato in attività di utilità sociale dei soggetti che beneficiano di prestazioni di integrazione e sostegno al reddito; j) accrescimento della consapevolezza per l’abilitazione e lo sviluppo delle competenze per favorire l’autonomia delle persone con disabilità e una migliore gestione della vita quotidiana, anche attraverso tirocini per l’inclusione sociale; k) sviluppo delle reti associative del Terzo settore e rafforzamento della loro capacity building, funzionale all’implementazione dell’offerta di servizi di supporto agli enti del Terzo settore.
  • rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili: Le iniziative e i progetti dovranno riguardare una o più delle seguenti aree prioritarie di intervento: a) sviluppo della cultura del volontariato e della cittadinanza attiva, in particolare tra i giovani; b) ideazione e sviluppo di nuove modalità di interazione tra gli abitanti, mettendo a fuoco in modo partecipato quel che manca nel quartiere e quello che può presentare una risorsa (ad esempio rigenerando spazi già esistenti o pensandone di nuovi); c) sostegno all’inclusione sociale, in particolare delle persone con disabilità e non autosufficienti; d) contrasto delle condizioni di fragilità e di svantaggio della persona al fine di intervenire sui fenomeni di marginalità e di esclusione sociale; e) contrasto alle solitudini involontarie specie nella popolazione anziana attraverso iniziative e percorsi di coinvolgimento attivo e partecipato; f) sviluppo e promozione dello sport come strumento di aggregazione e crescita sociale; g) sviluppo e rafforzamento del rapporto intergenerazionale per la trasmissione relazionale dei saperi; h) sviluppo e rafforzamento dei legami sociali, da promuovere all’interno di aree urbane o extraurbane disgregate o disagiate, con particolare riferimento allo sviluppo di azioni comunitarie, di coesione, che abbiano l’obiettivo di creare legami e relazioni significative e favoriscano la partecipazione delle famiglie alla vita dei quartieri; i) sviluppo e rafforzamento della cittadinanza attiva, della legalità e della corresponsabilità, anche attraverso la tutela e la valorizzazione dei beni comuni e dei beni confiscati alla criminalità organizzata; j) promozione e sviluppo dell’economia circolare; k) sviluppo e promozione del turismo sociale e accessibile; l) sviluppo delle reti associative del Terzo settore e rafforzamento della loro capacity building, funzionale all’implementazione dell’offerta di servizi di supporto agli enti del Terzo settore.

Entità e forma dell’agevolazione

l’importo di € 5.907.685,96 assegnato alla Regione Piemonte viene suddiviso tra le diverse realtà associative con le seguenti percentuali:

  • 55% pari a € 3.249.227,28 per i progetti presentati dalle organizzazioni di volontariato
  • 40% pari a € 2.363.074,38 per i progetti presentati dalle associazioni di promozione sociale, dalle articolazioni territoriali e dai circoli affiliati alle associazioni di promozione sociale;

5% pari a € 295.384,30 per i progetti presentati dalle fondazioni del Terzo Settore.

Tutti gli Enti potranno richiedere finanziamenti per progetti afferenti a queste due tipologie:

  1. progetti che prevedano un finanziamento compreso tra 30.000,00 ai 100.000,00 euro;
  2. progetti che prevedano un finanziamento compreso tra 10.000,00 ai 29.999,00 euro.

Il contributo massimo erogabile per ogni progetto è di euro 100.000,00. In presenza di una richiesta di contributo inferiore a € 10.000,00 il progetto non sarà considerato ammissibile.

I soggetti proponenti dovranno garantire un cofinanziamento obbligatorio di almeno:

– 10%  per progetti con richiesta di finanziamento compreso tra € 10.000,00 e € 29.999,00;

– 20% per progetti con richiesta di finanziamento compreso tra € 30.000,00 e € 100.000.
II cofinanziamento deve  consistere  in un apporto monetario a  carico dei proponenti  e  degli  eventuali terzi.

Scadenza

Domande entro le ore 12.00 del 10/12/2020.