Finanziamento a fondo perduto per le imprese agricole produttrici di kiwi gravemente danneggiate dal fenomeno della “moria di kiwi”.

 

La sindrome della “moria del kiwi”, è una sindrome multifattoriale, tutt’oggi in fase di approfondimento, che sta mettendo a forte rischio la coltivazione dell’actinidia in alcune regioni italiane già interessate dal fenomeno, tra cui il Lazio, ed ha già colpito a fine 2020 oltre 6560 ha, con un’incidenza pari al 26% dell’intera superficie italiana coltivata ad actinidia.

La diffusione della moria all’interno degli impianti di produzione del kiwi è generalmente piuttosto veloce e porta alla compromissione dell’intero frutteto nel corso di una sola annata. Il fenomeno è attualmente classificato tra le malattie fisiologiche a prevalente componente abiotica. L’indeterminatezza circa la causa non consente di individuare delle strategie di difesa sufficientemente efficaci e di conseguenza molti impianti, anche di giovanissima età, sono stati oggetto di estirpo. La realizzazione di un impianto di actinidia comporta un investimento iniziale molto elevato, per ammortizzare il quale occorre fare affidamento su una durata molto lunga dell’impianto stesso.

Soggetti beneficiari

Possono presentare istanza di concessione dei contributi previsti dal presente bando i soggetti in possesso dei seguenti requisiti:

 

– essere proprietari o aver titolo a disporre degli impianti per la produzione di kiwi ove si intendono realizzare gli interventi di cui al presente bando pubblico;

– aver subito danni da moria del kiwi su impianti per la produzione di kiwi di cui si è proprietari o in possesso del titolo a disporre, come da perizia asseverata da un tecnico competente in materia agricola o forestale iscritto al relativo ordine/albo professionale;

– essere in possesso del fascicolo aziendale costituito ed aggiornato alla data di presentazione della domanda;

– avere la qualifica di agricoltore in attività.

Tipologia di interventi ammissibili

Gli interventi ammissibili sono i seguenti:

 

a) opere di regimazione e drenaggio delle acque superficiali;

b) lavorazioni del suolo per favorire lo sgrondo delle acque superficiali (rippatura);

c) realizzazione di baulatura del terreno su impianti di recente costituzione (impianti fino a tre anni);

d) sistemi di monitoraggio dell’umidità del suolo (tensiometri e sensori volumetrici);

e) coperture antigrandine;

f) apporto al terreno di sostanza organica e sovescio;

g) inerbimento;

h) nuovi impianti di actinidia in terreni diversi da quelli interessati dal fenomeno (delocalizzazione produttiva);

i) riconversione della produzione, ovvero impianto di altra coltura arborea in sostituzione degli impianti di actinidia irrimediabilmente compromessi dalla “moria”.

Entità e forma dell’agevolazione

Sono ammissibili contributi in natura per un importo massimo pari a € 10.000,00.

I contributi in natura rappresentano la fornitura di opere, beni e servizi da parte del beneficiario e /o dei suoi familiari per i quali non viene effettuato un pagamento in denaro.

Il contributo è concesso per il 100% delle spese sostenute per la realizzazione degli interventi previsti dal bando.

Scadenza

18/12/2021