Finanziamento a fondo perduto pari all’80% per l’istituzione dei Distretti del Commercio.

 

La Regione Piemonte ha deciso di promuovere i distretti del commercio quali ambiti territoriali nei quali gli enti pubblici, i cittadini, le imprese e le formazioni sociali liberamente aggregati sono in grado di fare del commercio un fattore di innovazione, integrazione e valorizzazione di tutte le risorse di cui dispone il territorio per accrescere l’attrattività, rigenerare il tessuto urbano e sostenere la competitività delle imprese commerciali, anche attraverso interventi integrati per lo sviluppo dell’ambiente urbano di riferimento.

I Distretti del Commercio si configurano, quindi, quali strumenti innovativi per il presidio commerciale del territorio, il mantenimento dell’occupazione e la gestione di attività comuni finalizzate alla valorizzazione del commercio.

Soggetti beneficiari

Destinatari del contributo regionale sono i Comuni piemontesi in forma singola o aggregata, comprese le Unioni e le Convenzioni. 

Tipologia di interventi ammissibili

I Comuni singoli o associati che propongono l’individuazione e il riconoscimento di Distretto devono ricercare il migliore dimensionamento dal punto di vista territoriale con attenzione particolare all’identità del luogo e alla sua capacità commerciale. Nello specifico:

 

I Distretti del Commercio si distinguono in:

 

  • Distretto Urbano del Commercio (DUC) costituito su una porzione del territorio comunale o sull’intero territorio comunale
  • Distretto diffuso del commercio (DDC) costituito su più Comuni.

 

Le due tipologie di Distretto del Commercio si riconoscono con le seguenti caratteristiche:

 

  • nel Comune capoluogo di Regione e nei Comuni capoluoghi di Provincia, il Distretto del Commercio può coincidere con una porzione di città riconoscibile e individuabile che presenta potenzialità di sviluppo e di crescita; non si identifica necessariamente con il centro storico o con il centro “geografico” della città. Possono divenire Distretti aree sia centrali sia periferiche, che risultino a vocazione commerciale e quindi potenzialmente competitive dal punto di vista commerciale. Ciascun capoluogo può identificare anche una pluralità di Distretti distinti tra loro. Resta inteso che, qualora vengano identificati più Distretti, la loro individuazione debba essere giustificata in merito alla presenza di imprese rispetto all’area territoriale di riferimento e che debba essere incoraggiata la costituzione di una pluralità di distretti soltanto in mancanza di oggettiva continuità territoriale e nel caso di effettiva differenza nella vocazione commerciale (distretto dello shopping, distretto tematico, distretto di servizio, etc.).

 

Negli altri Comuni del Piemonte la proposta per l’istituzione del Distretto può essere presentata singolarmente o in aggregazione:

 

  • dalle Unioni di Comuni o dalle Unioni montane di Comuni;
  • dai Comuni capofila di Convenzione per la gestione Associata del SUAP. Fuori dalle due precedenti ipotesi da Comuni singoli o associati che raggiungano la soglia demografica minima di 3000 abitanti in collina e montagna, e di 5000 abitanti in pianura e posseggano il requisito della contiguità territoriale tra gli stessi.

 

Ai fini del posizionamento territoriale del Distretto e quindi dell’individuazione dell’ambito territoriale, i Comuni devono tener conto e quindi valutare la presenza di:

 

  • addensamenti di esercizi commerciali anche integrati con altri settori economici (ad esempio turismo, artigianato, servizi); 
  • attività commerciali storicamente presenti nell’area ed espressione delle tipicità locali; elementi di attrattività del territorio di tipo turistico, culturale, architettonico e artistico, ecc. di rilievo comunale o sovracomunale; 
  • accessibilità e sviluppo di mobilità sostenibile (trasporto pubblico, parcheggi per autovetture, cicli e motocicli, infrastrutture per la mobilità, isole pedonali, ecc.); qualità urbana (marciapiedi e infrastrutture viarie, arredo urbano, aree verdi, segnaletica, pulizia, sicurezza, ecc.); 
  • offerta di servizi, di animazione, eventi, attività culturali e di intrattenimento, presenza di attività di somministrazione di alimenti e bevande, qualità e quantità del servizio commerciale; 
  • potenzialità di sviluppo e crescita; potenzialità di coinvolgimento nell’attività di Distretto non solo degli Enti pubblici e privati, ma anche delle singole imprese commerciali; 
  • opportunità di coordinamento delle politiche distributive (di insediamento commerciale e logistico) dei comuni contermini.

 

Sono ammesse le spese, oneri fiscali inclusi, relative alle seguenti tipologie di interventi:

 

  • spese per la definizione e sottoscrizione del protocollo d’intesa obbligatorio necessario all’individuazione, funzionamento e costituzione del Distretto del Commercio, comprensive di attività di accompagnamento al partenariato, consulenze specialistiche, attività di informazione, ecc. 
  • spese per la predisposizione del programma strategico di interventi per il Distretto del Commercio (DUC o DDC), comprensive di analisi diagnostiche, approfondimenti specialistici, ecc.
  • spese di formazione, di comunicazione e di marketing territoriale per il coinvolgimento del maggior numero possibile di imprese del commercio nell’esperienza del Distretto del Commercio e per la promozione dell’iniziativa
  • eventuali spese di incarico di un manager di Distretto. 

 

La Regione Piemonte prevede la realizzazione di un logo che connoti l’identità dei Distretti del Piemonte. Tale logo sarà messo a disposizione di tutti i Distretti riconosciuti ed inseriti nell’apposito elenco regionale: ad esso potrà collegarsi uno specifico brand urbano e territoriale, sempre messo a disposizione dall’Amministrazione regionale, che ciascun Distretto potrà realizzare con la società affidataria dell’incarico. 

Entità e forma dell’agevolazione

La dotazione finanziaria è di euro 500.000,00.

 

Le agevolazioni sono corrisposte tramite contributi a fondo perduto nell’entità del 80% della spesa ammessa per ciascuna istanza comunale, nel tetto massimo di contributo di Euro 20.000,00 fino ad esaurimento delle risorse disponibili.

Scadenza

Le domande devono essere inviate entro il 31 marzo 2021.