Finanziamento a fondo perduto fino al 90% per l’attuazione delle attività di riconoscimento, tutela e promozione del cibo biennio 2021-2022.

 

Sul BUR del 14.12.2020, numero 51 ordinario, a pagina 67, è stato pubblicato il bando che intende sostenere le attività di recupero e distribuzione delle eccedenze alimentati a favore di persone che non riescono ad accedere ad alimenti sufficienti, sicuri e nutrienti tali da garantire un equilibrio alimentare e una vita sana, in particolare gruppi vulnerabili di popolazione che, anche in conseguenza dei riflessi economici dovuti alla pandemia da Covid-19 hanno perso o ridotto in modo significativo la loro capacità reddittuale.

Si intende inoltre potenziare e consolidare, con riferimento sia al lavoro svolto sinora in materia di raccolta e distribuzione dei prodotti alimentari, sia ai modelli organizzativi di risposta ai bisogni, che devono adeguarsi ai cambiamenti sociali ed economici dovuti alla pandemia:

– una maggiore attenzione al rapporto tra risorse investite e valore sociale prodotto in termini di valore del cibo recuperato e distribuito;

– una migliore organizzazione delle attività all’interno della rete territoriale;

– una maggiore attenzione all’attivazione di sinergie e collaborazioni tra soggetti pubblici e privati del territorio;

– una maggiore attenzione a sostenere l’empowerment dei beneficiari diretti, della comunità e delle strutture caritative e di altri servizi del territorio.

Coerentemente con tali finalità, si individuano come obiettivi generali da raggiungere:

– la prosecuzione, il consolidamento e l’incremento delle attività di distribuzione delle eccedenze alimentari per fronteggiare la crescita della domanda in atto;

– La copertura dell’intero territorio regionale, garantendo un coordinamento e una integrazione delle azioni sia a livello locale che a livello regionale, anche realizzate con metodologie diverse, garantendo il rispetto della normativa igienico-sanitaria e accrescendo la consapevolezza dell’importanza di una alimentazione sana ed equilibrata.

Soggetti beneficiari

Possono presentare domanda esclusivamente enti iscritti nei registri del terzo settore, che operano sul territorio lombardo, con finalità civiche e solidaristiche e dal cui statuto si evince la precisa individuazione dello scopo di raccolta e distribuzione delle derrate alimentari ai fini di solidarietà. 

I soggetti dovranno risultare iscritti all’elenco degli enti no profit che si occupano di raccolta e distribuzione delle derrate alimentari ai fini di solidarietà sociale – anno 2020.


I destinatari sono persone che, anche a seguito della diminuita capacità reddittuale dovuta agli effetti economici della
pandemia da Covid-19, si trovano in situazione di povertà alimentare, definita come l’impossibilità degli individui di accedere ad alimenti sicuri, nutrienti e in quantità sufficiente per garantire una vita sana e attiva rispetto al proprio contesto sociale.

Tipologia di interventi ammissibili

Le proposte progettuale finanziabili dovranno riguardare le seguenti aree di intervento:

– Recupero e raccolta di prodotti nel rispetto dell’equilibrio nutrizionale per tutti i beneficiari dell’aiuto;

– Recupero e raccolta di prodotti specifici per l’alimentazione delle categorie più fragili (bambini, anziani, persone con fragilità, ecc.);

– Estensione dei livelli di partecipazione tra grandi e piccoli operatori del settore alimentare ivi compreso i produttori artigianali e la ristorazione organizzata;

– Definizione di accordi di filiera tra agricoltori, produttori e distributori che possono poi essere estesi a livello regionale per fornire le risposte più adeguate al sistema;

– Consolidamento della raccolta e distribuzione attraverso gli “empori solidali”, in modo coordinato ed integrato con le altre azioni di raccolta e distribuzioni presenti sul territorio;

– Potenziamento e qualificazione del un modello organizzativo per la gestione efficiente degli alimenti e della sicurezza nel rispetto della normativa vigente, nonché dei processi di redistribuzione (rapporto risorse impiegate/valore sociale raggiunto) anche attraverso proposte volte alla razionalizzazione e alla creazione di sinergie con altri soggetti;

– Formazione al personale dedicato e alle diverse realtà associative in merito alle buone prassi adottate, con particolare attenzione all’organizzazione di un processo di gestione (movimentazione e stoccaggio), al rispetto della normativa Haccp, in materia di gestione, conservazione e somministrazione degli alimenti e alla normativa igienico sanitaria;

– Formazione e supporto a favore di altri soggetti che sul territorio regionale si occupano di recupero e distribuzione di beni a fini di solidarietà sociale;

– Formazione e sensibilizzazione finalizzata all’accrescimento della consapevolezza degli operatori delle strutture caritative e delle persone assistite relativamente all’importanza dell’alimentazione sana ed equilibrata;

– Attivazione (o raccordo/integrazione con altri enti) di attività di supporto dei beneficiari finali attraverso azioni di accompagnamento e cura delle relazioni quali ad es. gestione del budget, sportello di ascolto, iniziative di socializzazione, orientamento ai servizi;

– Realizzazione di iniziative, anche in collaborazione con le istituzioni locali e le aziende, sia a carattere informativo che di sensibilizzazione.

I progetti potranno caratterizzarsi per:

a) Il mantenimento di azioni già realizzate;

b) Il potenziamento e lo sviluppo di servizi già offerti in maniera stabile e continuativa;

c) I’ attivazione di servizi sperimentali.

 

Al fine di radicare gli interventi sul territorio, è richiesta obbligatoriamente la presenza di soggetti aderenti, di cui almeno un ente pubblico (comune, forme associati di comuni, ATS, altro ente pubblico).

Si intendono per “soggetti aderenti” i soggetti che sostengono il progetto e ne condivido gli obiettivi e i risultati attesi.

Possono essere soggetti aderenti:

– Enti pubblici

– Enti Privati

– Enti Non Profit del privato sociale.

 

Rispetto alla struttura del progetto, si suggerisce di fare particolare attenzione ai seguenti elementi:

1. Obiettivi, indirizzi prioritari, ambiti tematici (aree di intervento).

2. Area territoriale di realizzazione del progetto.

3. Analisi dei bisogni.

4. Attività.

5. Destinatari.

6. Donatori.

7. Esiti.

8. Risultati attesi e indicatori di valutazione.

9. Sostenibilità del progetto.

10. Bilancio di progetto.

 

Costituiscono spese ammissibili quelle relative a:

– Spese per il personale:
o Personale interno dedicato alla realizzazione degli interventi
o Personale esterno dedicato alla realizzazione degli interventi che dovrà essere prioritariamente individuato tra le categorie svantaggiate.

Le spese per il personale riguardano i costi per le risorse umane coinvolte, attraverso contratti di lavoro (personale dipendente) o incarichi di personale esterno (liberi professionisti), nelle diverse fasi del progetto.

– Spese amministrative per la gestione del progetto: coordinamento, amministrazione e rendicontazione del progetto: max 5% del contributo concesso;

– Rimborso spese volontari: rimborsi chilometrici, pedaggi, biglietti mezzi pubblici;

– Rimborso spese personale: rimborsi chilometrici, pedaggi, biglietti mezzi pubblici, fino a un massimo del 5% del contributo concesso;

– Spese generali e di gestione connessi alla raccolta, trattamento e distribuzione delle derrate alimentari;

– Spese per la manutenzione dei magazzini, celle frigor, elevatori ecc.

– Affitto magazzini e locali di stoccaggio

– Acquisto di beni alimentari destinati all’utenza, ad integrazione delle raccolte

– Attività di formazione del personale

– Spese per comunicazione, informazione e sensibilizzazione: fino a un massimo del 10% del contributo concesso

– Acquisto e/o manutenzione di materiale informatico (con l’esclusione dell’acquisto di PC, server, stampanti o altri macchinari)

– Noleggio di beni strumentali, quali ad esempio attrezzature, hardware, macchinari; noleggio di software, fotocopiatrici…

– Spese per acquisto di attrezzature, materiali di consumo, beni strumentali e piccoli arredi. Per le attrezzature e i piccoli arredi il valore unitario di ogni singolo bene acquistato non può superare la soglia massima di 516, 46 euro.

Entità e forma dell’agevolazione

La dote finanziaria ammonta ad Euro 2.800.000,00.

Il contributo regionale è a fondo perduto, fino ad un massimo del 90% del costo del progetto (spese ammissibili).

Scadenza

Le domande dovranno essere presentate dalle ore 10:00 del 15/12/2020 alle ore 16 del 25/01/2021.