Finanziamento a fondo perduto fino al 50% per la ristrutturazione e la riconversione dei vigneti.

 

Con il presente bando, la Regione Sardegna intende finanziare la ristrutturazione e la riconversione dei vigneti per l’annualità finanziaria 2021.

Soggetti beneficiari

Possono beneficiare dell’aiuto i seguenti soggettiـ

  • gli imprenditori agricoli singoli o associati;
  • le organizzazioni di produttori del settore viticolo;
  • le società di persone e di capitali esercitanti attività agricola;
  • i consorzi di tutela e valorizzazione dei vini DOP e IGP.

Le aree territoriali regionali di applicazione della misura ristrutturazione e riconversione sono quelle individuate dai disciplinari di produzione dei vini a Denominazione di Origine e Indicazione Geografica della Regione Sardegna.

Tipologia di interventi ammissibili

La superficie minima ammessa all’aiuto è pari a:

  • 0,50 ettari per i beneficiari che presentano domanda singola;
  • 0.30 ettari per i beneficiari che partecipano ad un progetto collettivo;
  • 0,30 ettari per beneficiari che intendono produrre vini a denominazione di origine considerati produzioni di nicchia e altamente caratterizzanti la vitivinicoltura della Sardegna: Girò di Cagliari, Malvasia di Bosa, DOC Cagliari nelle tipologie Malvasia e Moscato, Mandrolisai, Moscato di Sorso– Sennori, Nasco di Cagliari e Vernaccia di Oristano;
  • 0,30 ettari per beneficiari che intendono impiantare vigneti costituiti per l’85% per cento dalle varietà Arvesiniadu B. o Albaranzeuli N. e B. finalizzati alla produzione di vini IGT;
  • 0,30 ettari per beneficiari che intendono ristrutturare vigneti situati in territori con pendenza superiore al 25% o con altitudine media di 500 metri o terrazzati;
  • 0,30 ettari per beneficiari che intendono ristrutturare vigneti localizzati nelle isole minori.

La superficie minima viene calcolata sull’insieme delle unità vitate interessate dalle azioni richieste con la domanda di aiuto. Ai fini dell’aiuto la superficie vitata verrà calcolata considerando la superficie delimitata dal perimetro esterno dei ceppi di vite a cui si aggiunge una fascia cuscinetto di larghezza pari a metà della distanza tra i filari.

L’attuazione del piano di ristrutturazione e riconversione dei vigneti si articolerà secondo le seguenti attività:

A)        Riconversione varietale: le seguenti tipologie di attività prevedono sempre il cambio della varietà rispetto al vigneto che ha originato o che deve originare l’autorizzazione al reimpianto:

  • estirpazione e reimpianto di vigneti sullo stesso appezzamento o su un altro appezzamento con o senza la modifica di sesti d’impianto o forme d’allevamento diversi dalla situazione originaria e l’impiego di una diversa varietà ritenuta di maggiore pregio enologico o commerciale
  • reimpianto con diritti/autorizzazioni in portafoglio con l’impiego di varietà diverse ritenute di maggiore pregio enologico o commerciale
  • reimpianto anticipato con diritti/autorizzazioni in portafoglio con l’impiego di varietà diverse ritenute di maggiore pregio enologico o commerciale
  • sovrainnesto, da prevedere per i vigneti, di età non superiore ai 12 anni, caratterizzati da vitigni non idonei ad ottenere le tipologie di prodotto richieste dal mercato, ma che siano ben strutturati, ossia con sesto d’impianto e con forme di allevamento idonee alla produzione di vini di qualità; devono essere utilizzate varietà diverse rispetto al vigneto oggetto di intervento.

B)        Ristrutturazione: le seguenti tipologie di attività non prevedono mai il cambio della varietà:

  • estirpazione e reimpianto del vigneto in una diversa posizione più favorevole dal punto di vista agronomico, sia per l’esposizione che per ragioni climatiche ed economiche o nella stessa particella con modifiche al sistema di coltivazione o di allevamento della vite.
  • reimpianto con diritti/autorizzazioni in portafoglio impiantando nella stessa o in una diversa particella mantenendo la stessa varietà con modifiche al sistema di coltivazione della vite;
  • reimpianto anticipato di vigneto impiantando in una diversa particella mantenendo la stessa varietà di vite.

C)        Miglioramento delle tecniche di gestione dell’impianto viticolo esistente attraverso operazioni di razionalizzazione degli interventi sul terreno e delle forme di allevamento:

  • allestimento e miglioramento dell’impianto idrico di soccorso a servizio del vigneto
  • allestimento impianto di irrigazione e allestimento o modifiche strutture di sostegno.

 E’ esclusa l’ordinaria manutenzione.

Entità e forma dell’agevolazione

Il sostegno alla ristrutturazione e alla riconversione dei vigneti viene erogato nelle forme di:

a) contributo forfettario e distinto per tipologia di attività, nel limite del 50% dei costi effettivamente sostenuti e nel rispetto della spesa ammissibile riconoscibile per tipologia di attività fino al raggiungimento dell’importo massimo pari a 16.000 euro/ettaro. Nel caso di vigneti ubicati nelle seguenti zone ad alta valenza ambientale e paesaggistica è riconosciuta una maggiorazione del contributo, nel limite del 50% dei costi effettivamente sostenuti e nel rispetto dei prezzari regionali o delle voci di costo indicate dagli esperti, fino al raggiungimento dell’importo massimo pari a 22.000 euro/ettaro:

  • zone con pendenza del terreno superiore al 30%;
  • zone ad altitudine superiore ai 500 metri s.l.m. ad esclusione dei vigneti situati su altipiano;
  • piccole isole;
  • terrazze e gradoni che richiedono specifiche sistemazioni.

b) indennizzo per le perdite di reddito conseguenti alle azioni che comportano l’estirpazione di superfici vitate o in caso di sovrainnesto. Non è riconosciuta alcuna compensazione finanziaria per le perdite di reddito qualora siano utilizzate autorizzazioni al reimpianto in portafoglio o l’azione è realizzata con l’impegno ad estirpare un vigneto (reimpianto anticipato) e in caso di richiesta degli interventi di cui all’azione C.

Il contributo per estirpazione e il contributo per ettaro sono sommati. L’indennizzo per la perdita di reddito sarà corrisposto una sola volta fino ad un massimo di 3.000 euro ad ettaro ed integra il contributo ammesso.

Scadenza

Le domande possono essere presentate fino al 30 agosto 2020.