Dipartimento per l’informazione e l’editoria. Credito d’imposta fino a 4.000 euro per le edicole. Anno 2021.

 

Il Dipartimento per l’informazione e l’editoria ha riconosciuto un credito d’imposta agli esercenti attività commerciali che operano nel settore della vendita al dettaglio di giornali, riviste e periodici.

Soggetti beneficiari

Per gli anni 2021 e 2022, il credito di imposta è destinato a:

  1. esercenti attività commerciali che operano esclusivamente nel settore della vendita al dettaglio di giornali, riviste e periodici;
  2. imprese di distribuzione della stampa che riforniscono giornali quotidiani e/o periodici a rivendite situate nei comuni con una popolazione inferiore a 5.000 abitanti e nei comuni con un solo punto vendita.
 

Sono ammessi al beneficio i soggetti con:

 

  • sede legale in uno Stato dell’unione europea o nello Spazio economico europeo
  • residenza fiscale in Italia ovvero stabile organizzazione sul territorio nazionale, cui sia riconducibile l’attività commerciale cui sono correlati i benefici.
  • l’indicazione, per i punti vendita esclusivi, del codice di classificazione ATECO 47.62.10 di cui al registro delle imprese;
  • l’indicazione, per i punti vendita non esclusivi, di uno dei seguenti codici di classificazione ATECO, di cui al registro delle imprese:

1) rivendite di generi di monopolio (codice 47.26);

2) rivendite di carburante e di oli minerali (codice 47.30);

3) bar, inclusi quelli posti nelle aree di servizio delle autostrade e all’interno di stazioni ferroviarie, aereoportuali e marittime (codice 56.3);

4) strutture di vendita non specialistiche (codice 47.1);

5) esercizi adibiti prevalentemente alla vendita di libri e prodotti equiparati, con un limite minimo di superficie di mq. 120 (codice 47.61).

6)nel caso di imprese di distribuzione della stampa che riforniscono giornali quotidiani e/o periodici (ammesse per gli anni 2020, 2021 e 2022): la presenza del codice attività primario 82.99.20.

Entità e forma dell’agevolazione

Il credito di imposta è parametrato agli importi pagati dal titolare del singolo punto vendita per i locali in cui si esercita la vendita, nell’anno precedente a quello della domanda di accesso al credito d’imposta, con riferimento alle seguenti voci:

 

  1. imposta municipale unica (IMU);
  2. tassa per i servizi indivisibili (TASI);
  3. canone per l’occupazione di suolo pubblico (COSAP);
  4. tassa sui rifiuti (TARI);
  5. spese per locazione, al netto dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) (per il solo anno 2019, le spese di locazione sono ammesse a condizione che l’esercente operi come unico punto vendita esclusivo nel territorio comunale).
 

Dall’anno 2020, il credito di imposta può essere, altresì, parametrato agli importi pagati nell’anno precedente per:

 

  1. servizi di fornitura di energia elettrica
  2. servizi telefonici e di collegamento a Internet
  3. servizi di consegna a domicilio delle copie di giornali
 

(per i punti vendita “non esclusivi” tutte le suddette voci sono commisurate per punto vendita al rapporto tra i ricavi provenienti dalla vendita di giornali, riviste e periodici al lordo di quanto dovuto ai fornitori e i ricavi complessivi).

 

Per gli anni 2021 e 2022, il credito di imposta può essere parametrato, oltre che a tutte le sopracitate voci di spesa, anche agli importi pagati nell’anno precedente per:

 

  1. l’acquisto o il noleggio di registratori di cassa o registratori telematici
  2. l’acquisto o il noleggio di dispositivi POS.
 

Il credito di imposta è riconosciuto nella misura massima di 4.000 euro a partire dall’anno 2020

Scdenza

30 settembre 2021