Bando Terrazzamenti 2020. Finanziamento a fondo perduto fino al 50% per la manutenzione straordinaria e il recupero dei terrazzamenti e di elementi strutturali del paesaggio agrario del contesto montano.

 

Il bando, rivolto a soggetti pubblici e privati, persegue le finalità della salvaguardia e dello sviluppo del territorio montano e della tutela del paesaggio agrario. Con l’iniziativa la Regione Lombardia finanzia la realizzazione di interventi di ripristino, conservazione e parziale completamento di elementi strutturali del paesaggio agrario nel contesto montano, quali terrazzamenti e muretti a secco, oltre che interventi di ripristino di porzioni di terrazzamenti a fini colturali nonché la manutenzione straordinaria o sistemazione di sentieri e/o strade interpoderali e l’adeguamento e la sistemazione di sistemi di convogliamento delle acque, connessi a terrazzamenti coltivati esistenti.

Soggetti beneficiari

I beneficiari sono soggetti di natura pubblica e privata, proprietari, conduttori o possessori delle superfici oggetto di intervento, così definiti:

a) proprietari, conduttori o possessori delle aree interessate;

b) imprese agricole, singole o associate;

c) enti di diritto pubblico (quali Comuni, Enti Gestori di Parchi e Riserve Naturali).

I soggetti gestori dei lavori oggetto del finanziamento saranno i soggetti ai quali la Regione Lombardia  ha conferito le attività di gestione e attuazione del Bando alle Comunità Montane competenti per territorio.

Tipologia di interventi ammissibili

Gli interventi possono essere realizzati unicamente nel territorio dei comuni lombardi classificati come “montani” o “parzialmente montani”  e solamente nell’ambito delle superfici a prevalente destinazione agricola esterne agli ambiti urbanizzati.

Sono finanziabili le seguenti tipologie di interventi:

a) ripristino, attraverso interventi di manutenzione straordinaria, di terrazzamenti già posti a coltivazione e che presentino fenomeni di dissesto (con o senza rinforzi di pietrame). Questa tipologia d’intervento prevede il ripristino degli elementi strutturali dei terrazzamenti e ciglionamenti con gli obiettivi di contribuire alla tutela del territorio e delle coltivazioni tradizionali nonché alla salvaguardia di specifiche componenti ad alto valore paesaggistico.

Sono ammissibili gli interventi di:

• rimodellazione del terrazzo;

• lavorazioni e riporto di terreni;

• sistemazione di rampe di accesso ai terrazzamenti;

• sistemazione di scale in pietra;

• ristrutturazione e manutenzione straordinaria dei muri di sostegno o della scarpata erbosa.

b) ripristino, attraverso interventi di manutenzione straordinaria, di muretti a secco presenti a margine di porzioni di terrazzamenti coltivati e che presentino fenomeni di dissesto, con possibilità di realizzazione di piccoli nuovi tratti, ove necessario. 

Sono ammissibili interventi di:

• manutenzione straordinaria, ricostruzione parziale o totale di muri a secco (parziale demolizione del muro esistente, seguita dalla sua sistemazione e ricostruzione purché coerente con le dimensioni, la tessitura e con l’originaria area di sedime o tracciato del muro);

• ristrutturazione parziale o totale di muri a secco;

• realizzazione di piccoli nuovi tratti di muri a secco coerenti con le dimensioni e la tessitura dei muri preesistenti. Il materiale litoide da costruzione originale presente in loco dovrà essere reimpiegato. 

c) interventi di recupero a fini colturali dei terrazzamenti precedentemente coltivati e oggetto di colonizzazione da parte di boschi o macchie di vegetazione, da meno di 30 anni.

Sono ammissibili interventi di:

• estirpazione di piante;

• eliminazione soprassuolo arboreo; 

• lavorazioni e riporto del terreno;

• miglioramento fertilità del suolo;

• sostituzione di soggetti morti o deperienti (vite, olivo, fruttiferi);

• realizzazione di eventuali impianti di irrigazione.

d) realizzazione o ripristino di sistemi di convogliamento, ruscellamento o raccolta delle acque a tutela della stabilità e dell’integrità di terrazzamenti coltivati esistenti.

Sono ammissibili interventi di:

• ristrutturazione di sistemi esistenti di convogliamento, ruscellamento o raccolta delle acque;

• realizzazione o ripristino di cunei filtranti;

• posa di tubi drenanti;

• realizzazione o ripristino di trincee drenanti;

• realizzazione o ripristino di canalette di raccolta delle acque di ruscellamento sia in terra presidiate che in terra non presidiate che in pietrame.

e) interventi di manutenzione straordinaria o sistemazione di sentieri e/o strade interpoderali integrati con interventi sui terrazzamenti esistenti.

Sono ammissibili interventi di:

• manutenzione straordinaria e sistemazione di sentieri e/o strade interpoderali connessi ed integrati con interventi su terrazzamenti esistenti;

• sistemazione, pulitura dalla vegetazione, risagomatura tracciato, creazione di canalette di scolo per i tratti in pendenza.

Non sono ammessi interventi che siano stati oggetto di altri finanziamenti regionali, statali o dell’Unione Europea.

Sono ammissibili al finanziamento, per le opere precedentemente elencate, le seguenti tipologie di spesa, sostenute direttamente dal beneficiario:

a) spese afferenti ai lavori, utili e pertinenti alla realizzazione degli interventi (IVA esclusa);

b) spese tecniche e somme a disposizione, comprese quelle di progettazione e di acquisizione di servizi professionali (max 10% dell’importo totale dell’intervento esclusa IVA);

c) IVA nella misura di legge. 

All’interno delle spese di cui alla lettera a) in particolare sono ritenute ammissibili le spese:

– di personale interno per lavori in economia da parte di impresa e ditta individuale con dipendenti;

– di personale interno per lavori in amministrazione diretta da parte di ente pubblico;

– di personale/fornitura di servizio senza pagamento di denaro da parte di titolare di ditta individuale senza dipendenti.

Nel caso di ditta individuale senza dipendenti:

– la spesa dell’opera prestata del titolare può essere rendicontata solo in riferimento alle voci di costo di manodopera presenti nel prezzario regionale/ERSAF;

– l’ammontare della spesa di cui al precedente punto senza pagamento di denaro deve essere minore o uguale al 50% del costo totale dell’investimento ammissibile. Si precisa che il resto delle spese deve essere regolarmente coperto da fattura.

Entità e forma dell’agevolazione

Il contributo massimo riconoscibile è pari al 50% della spesa ammissibile e per un importo massimo pari a € 25.000,00.

Ogni soggetto, nel limite dell’importo massimo di contributo erogabile di € 25.000,00, può presentare più domande, ciascuna per un intervento rientrante in una delle tipologie di interventi ammissibili.

Non sono previste soglie minime o massime di ammissibilità dell’intervento. 

I contributi non sono cumulabili con le agevolazioni concesse per i medesimi costi ammissibili da altre fonti di finanziamento.

Scadenza

La scadenza per la presentazione delle domande è il 15 settembre 2020.